COPERTINA

Il RAD 21 alla base della ricerca



Il RAD 21 alla base della ricerca della pseudo occlusione intestinale



Uno studio italiano ha svelato l'origine genetica della pseudo occlusione intestinale cronica, una malattia che colpisce l'intestino provocando problemi nutrizionali, dipendenza dai farmaci, ricoveri frequenti e interventi chirurgici.

Agroalimenti e Dintorni vi racconta dove la scienza moderna si sta spingendo per capire le cause e i fattori che determinano questo problema, andremo in dettaglio sul gene Rad 21 conoscendo la sua natura.

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ECCO COME IL 3D RIVOLUZIONERA’ IL MONDO DELLA PASTA







La tecnologia 3D è la novità assoluta del mondo delle creazioni. Oggi la si sta applicando addirittura agli alimenti con delle innovazioni creative, divertenti ed altamente tecnologiche. E’ proprio una delle più importanti case produttrici di pasta in Italia che ha pensato di sperimentare sul tema, coinvolgendo esperti e non. Durante il mese di agosto 2014, infatti, la Barilla ha lanciato un contest specifico, rivolto ai makers e ai designer attivi nell’ambito della stampa 3D. con l’obiettivo di trovare attraverso queste innovative tecnologie un nuovo modo di produrre un’eccellenza gastronomica italiana come la pasta. Sono state dunque impostate delle regole precise per il contest che erano quelle di non superare i 30x30x40 mm come dimensioni massime di ogni design, fare in modo che potesse essere stampato sia in ABS che in PLA da un ugello con un diametro compreso tra 0,8 e 1,5 mm con risoluzione pari a 0,1 mm e non violare le proprietà intellettuali di aziende terze. Dal contest internazionale di modellazione tridimensionale aperto sulla piattaforma thingarage da Barilla per creare le nuove morfologie di pasta realizzabili "esclusivamente" in 3D, rivoluzionando così le attuali tecniche di produzione con base di trafilatura si sono ottenuti dei vincitori.
Al concorso hanno partecipato più di 530 designer internazionali provenienti da oltre 20 paesi, che hanno prodotto 216 progetti, tutti sottoposti ad un team di esperti incaricati da valutarne la realizzabilità e l'originalità. Ma ecco i prototipi vincenti:

Vincitore assoluto:
Rosa, modello tridimensionale sviluppato dal designer industriale francese Loris Tupin di Maxilly sur Léman. Ogni singolo elemento, una volta a contatto con l’acqua bollente, si apre proprio come avviene con un fiore. L’impatto scenico è interessante e ciò incuriosirà molti consumatori.




Secondo posto
Vortipa, modello questo sviluppato dal team cagliaritano formato da Danilo Spiga e Luis Fraguarda. Si è creato una sorta di vortice che vuole ricordare la forma di un albero di Natale. Un tipo di pasta che evoca un momento dell’anno e dal design accuratamente studiato.







Terzo posto:
 Lune, del designer italiano Alessandro Carabini (in collaborazione con lo studio parigino Abaco). Il nome deriva dal satellite del nostro pianeta che ha ispirato il team cercando di emularne la forma. La pasta, di forma sferica, presenta alcuni crateri (fori) studiati appositamente per raccogliere e trattenere il sugo all’interno.






La Barilla premierà i tre vincitori con 800 euro ogn’uno per un totale destinato di 2400 euro. I tre progetti scelti hanno superato una selezione durissima: sono state ben 216 le proposte arrivate alla Barilla, provenienti da oltre 20 paesi di tutto il mondo. Italia, Stati Uniti, Olanda, Francia e Germania sono stati quelli che hanno fatto registrare il numero maggiore di design inviati. Michela Petronio, vicepresidente del reparto di ricerca dell’azienda ha detto: «Siamo felici per l’entusiasmo dimostrato nei confronti del contest dalla community di designer, nonostante non sia abituata ad avere a che fare con il cibo. Ci sono alcuni step da compiere per quanto riguarda i progetti 3D, ma in qualunque direzione andrà il futuro della pasta, Barilla sarà presente».



La Rubrica che vi porta a scoprire qualcosa di più sugli alimenti in commercio: gli ingredienti, le confezioni, le informazioni. Tutto ciò utile per una scelta consapevole ed utile.


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Le nuove regole impartite dall' UE attaccano l'ossobuco e la Pajata.



Le Guerre mediatiche sono un po’ come le Guerre su terra o su mare. C’è oggi una guerra tra la Coldiretti e UE che ha con un ultimo emendamento abolito l’utilizzo sulla tavola di alcuni prodotti tra cui due ben noti prodotti tipici italiani: l’Ossobuco piemontese e la Pajella romana.
Sostiene Coldiretti che ad eliminare la pajata e l’ossobuco sono state delle restrizioni sanitarie adottate nel luglio 2001 per far fronte all’emergenza sulla mucca pazza (Bse) e che sono ancora mantenute nonostante l’Organizzazione mondiale per la sanità animale (Oie) nel giugno 2013 abbia ufficialmente sancito per l’Italia il nuovo stato sanitario di “trascurabile” per il problema Bse.
La ben nota pajata, è il termine romanesco per definire la prima parte dell’intestino tenue del vitello da latte che è stato oggi sostituito nei ristoranti e nelle trattorie dall’intestino d’agnello. Manca dalle tavole anche l’originale ossobuco alla finanziera alla piemontese, noto piatto medioevale tanto amato da Cavour, composto da varie frattaglie e animelle di vitello.




La Coldiretti, ha dichiarato che l’Unione europea apparecchia le tavole degli italiani con trucchi ed inganni ben studiati e ciò lo ha dichiarato al maxi raduno con diecimila agricoltori a MICo – Fiera Milano Congressi.
Secondo Coldiretti, infatti, a partire dal primo giugno 2010 sono entrate in vigore le nuove norme sulla pesca della Ue che di fatto hanno fatto sparire dalle tavole degli italiani specialità della tradizione gastronomica regionale con anche il divieto di pesca-raccolta dei molluschi a distanza inferiore di 0,3 miglia marine dalla battigia dove si concentra il 70% delle vongole ed il 100% delle telline e dei cannolicchi”.
Tuttavia L’Unione europea, dice Coldiretti, non ha però adottato misure adeguate per impedire che la carne o i formaggi derivati da animali clonati o delle loro progenie arrivi in tavola tramite le importazioni. Ci sarebbe dunque da indagare e capire perché colpire questi settori e lasciar passare altri che dubbi e anomalie presentano di per se. 



Inoltre l'inganno alimentare colpisce soprattutto quanti dispongono di una ridotta capacità di spesa e sono costretti a rivolgersi ad alimenti a basso costo un segmento che, precisa la Coldiretti è notevolmente cresciuto negli anni della crisi come dimostrano i dati sul commercio al dettaglio nei discount alimentari che peraltro nel corso del 2013 sono gli unici a fare registrare un aumento (+1,6%). Dietro questi prodotti low cost - precisa la Coldiretti - spesso si nascondono infatti ricette modificate, l'uso di ingredienti di minore qualità o metodi di produzione alternativi. Lo dimostra il fatto che sul mercato mondiale, per la pressione della crisi, è sostenuto il commercio di surrogati, sottoprodotti e aromi artificiali utilizzati per nascondere la bassa qualità degli alimenti. Ecco invece gli alimenti permessi dall’UE rappresentando i casi emersi nella denuncia di Coldiretti.
IL VINO IN POLVERE
LA CARNE ANNACQUATA
IL MIELE CON POLLINE BIOTECH
I FORMAGGI SENZA LATTE
I 'SIMILGRANA'
OLIO: MICROETICHETTA E TAPPO ANTIRABBOCCO
IL CIOCCOLATO SENZA CACAO
PROSCIUTTI STRANIERI
IL POMODORO CINESE
Esiste dunque un mercato di prodotti fantocci che vengono venduti ai consumatori come prodotti veri, originali e tipici, andando contro marchi di qualità, rispetto e buona fede di chi acquista, mentre L’UE reputa pericolosi L’ossobuco e la Pajata quando invece ci sono situazioni ben più critiche che dovrebbero essere valutate con serietà come il caso della Mozzarella.
Una mozzarella su quattro in vendita in Italia, infatti, è stata ottenuta con semilavorati industriali e le cagliate provengono dall’estero senza alcuna indicazione in etichetta per effetto della normativa europea. L’Unione consente pure che possa essere incorporata polvere di caseina e caseinati nei formaggi fusi, al posto del latte. Nell’Unione Europea sono poi in vendita imitazioni del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano senza alcuna indicazione di provenienza e causando nomi di fantasia che ingannano il consumatore. E le importazioni di questi prodotti in Italia sono raddoppiate negli ultimi dieci anni con gli arrivi da Repubblica Ceca, Ungheria, Polonia, Estonia e Lettonia per un quantitativo stimato di 83 milioni di chili.
E’ giusto ed importante che Enti e organi competenti lavorino per garantire il mantenimento della qualità/sicurezza e la legalità ma insieme a loro chi altro dunque può smascherare e fermare tutto ciò? Solo il consumatore attentamente e criticamente preparato, colui che sappia distinguere ciò che è vero da ciò che è falso; acquistando il prodotto di qualità e lasciando a chi produce e commercia il prodotto fantoccio.









Agroalimenti eDintorni oggi approda nel mondo dell’innovazione industriale.

E’ priorità per l’industria alimentare considerare un buon sistema packaging nella propria filiera produttiva ed è questo l’intento di molte aziende: prendere dalla Tecnologia dell’innovazione moderna le migliori tecnologie in questo campo per sviluppare un processo più intelligenti e con meno sprechi. Continua a leggere....


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